Fotografi

Come iniziare – Marketing per fotografi

 Settembre 3, 2019

By  Mauro Aluffi

Quando anni fa iniziai a studiare marketing per fotografi non sapevo da dove iniziare. Questa parola era, ed è per molti ancora oggi, associata agli stereotipi più sbagliati e fuorvianti ed ero davvero confuso.
Da dove iniziare?
Se non consideriamo le azioni scellerate di inizio attività come la pubblicità sui giornali, manifesti, fioriere nei centri commerciali ed altre amenità simili (ai tempi confondevo ancora il marketing con la pubblicità, cosa che mi è costata lo spreco di molto tempo e denaro), il mio punto di partenza fu la creazione della mia checklist.
Ma andiamo con ordine e vediamo perché.

Ero stufo di accorgermi ogni giorno quanto il nostro lavoro venisse valutato attraverso cose stupide come il numero di foto consegnate e cose simili.
Mi faceva arrabbiare constatare lo scollamento sempre più evidente tra la mia visione del lavoro e quella su cui si basavano le scelte dei miei clienti.
In pratica prendere o non prendere un cliente era davvero questione di poche decine di euro.

I miei potenziali clienti non sapevano nulla del mio lavoro. Oggi la trovo una cosa normale e un pensiero assolutamente logico, ma ai tempi facevo fatica ad uscire dal mio schema mentale.
Il fatto è che chi è DENTRO il lavoro di fotografo, lo ama, lo cura in tutti i dettagli, lo coccola e lo rende migliore ogni giorno, non riesce ad uscire dalla visione romantica che si è costruito e che lo ha aiutato a farlo diventare un lavoro.
In pratica questo scollamento che mi infastidiva lo avevo creato io allontanandomi dal pensiero comune della gente riguardo la nostra professione (che tra l’altro era lo stesso che avevo io quando facevo un altro lavoro).

Mi sono lamentato anche io nei gruppi, lo ammetto. Oggi la trovo una cosa stupida e da italiano medio, ma lo feci anch’io.
Perché cercavo conforto, qualcuno con cui lamentarmi e condividere la mia delusione.
Fortunatamente uscii subito da questo schema mentale e iniziai a ragionare da me cercando una soluzione al problema che non fosse perdere tempo a lamentarmi, bensì AGIRE.

Mi serviva qualcosa per invitare queste persone nel mio mondo.

Preso atto del distacco di pensiero tra me e il resto del mondo ragionai su quale potesse essere il metodo più corretto per avvicinare queste persone a ciò che facevo.
Dovevo capire i motivi per i quali questa differenza di visione esisteva. Com’era possibile che vedessimo le cose in modo così differente?

Fu così che arrivai a realizzare uno dei pensieri che ancora oggi guida il mio modo di comunicare e che mi rende tollerante su molti aspetti che invece mi trovavano sul piede di guerra diversi anni fa:

Tutti abbiamo una visione limitata del mondo degli altri.

Una volta fatto mio questo dato di fatto, diventò tutto chiaro.
Il marketing non era un “urlare forte forte” per farsi sentire. Non era andare in TV come Giorgio Mastrotta (che tra l’altro è milionario), ma una cosa molto più intelligente.
Era semplicemente l’insieme di azioni che devi mettere in atto per spiegare la tua professione ai tuoi clienti.

Nacque così la mia prima checklist. Il documento in cui aprivo il mio mondo ai clienti e spiegavo loro, concretamente, il lavoro del fotografo di famiglia.
Parlavo di specializzazione (spiegando cos’è però non scrivendolo semplicemente su Facebook), demolivo pensieri comuni e retaggi culturali.
La prima versione non era perfetta, era impaginata male e “buttata giù” in modo non ottimale.
Per questo l’ho riscritta più volte mentre la distribuivo ai miei clienti, prima in digitale e poi, quando ho iniziato a studiare marketing in modo serio e ho avuto i margini, stampandola su carta e inviandola fisicamente a casa.
Fu così che avvenne una cosa straordinaria:

Vidi i miei clienti cambiare letteralmente atteggiamento nel valutare me e il mio lavoro.

Rimasi un poco sorpreso. Ai tempi non ero solito usare il mio tempo per attività non fotografiche, questo significa che ho scritto sì la checklist, ma con un pensiero di fondo che fosse in qualche modo una perdita di tempo, uno spreco delle mie energie che avrei potuto investire nel fare un giro di negozi e lasciare i miei volantini, oppure attaccare due manifesti nei bar.

Io sono scettico di natura e anche se a livello razionale sapevo che ce n’era bisogno, tra il dire e il fare esiste un mondo e confesso di non aver avuto un approccio proprio da fan sfegatato e fanatico. Scriviamo e vediamo che succede era stato un po’ il ragionamento.

Successe che il mio lavoro cambiò. Cambiò in modo radicale la percezione che le altre persone avevano del mio lavoro ma soprattutto di me come professionista.
Iniziai a scoprire una cosa che molti si dimenticano spesso: i clienti non sono stupidi, siamo noi che non siamo in grado di spiegare il nostro mondo.
Ecco cos’è davvero il marketing: il veicolo con il quale spiegare il nostro astruso mondo alle persone normali.

Da quel punto in poi, toccato con mano quanto fosse centrale questo aspetto, non mi sono fermato più divorando libri e libri su questo argomento, frequentando corsi da 3000€ a botta (e ci si lamenta per corsi da 800€, ma come pensate di crescere con investimenti da 50€?) e iniziando la mia personale scalata nella mente dei miei potenziali clienti.

Negli anni questa checklist non è stato l’unico materiale creato a questo scopo, ma è stato il primo e in qualche modo il più dirompente perché ha avuto il merito di squarciare completamente il velo di retaggi culturali legati al fotografo medio. Quello con il negozietto che sviluppava le pellicole appapà.

Ok quel mondo lì è esistito, i più svegli si sono anche arricchiti, ma adesso basta. Il fotografo per famiglie è un’altra figura professionale, non è un commerciante bensì un professionista di cui devi avere rispetto.

Bene, e ora?

Tutto sto pippone per dirmi che devo iniziare a creare la mia checklist?
Sì esatto, dovresti iniziare a farlo perché è un ottimo punto di partenza per iniziare a testare quali risultati può dare un lavoro come questo.
Dovresti fare come ho fatto io anni fa, buttando su carta la struttura generale del documento, i punti salienti, gli errori in cui lo sprovveduto può incorrere quando alza la testa e cerca il suo fotografo nel mare del web, pesare in modo accurato le frasi ed enfatizzare quelle che ti servono di più cercando allo stesso tempo di non scrivere cose ambigue che possano essere fraintese o capite male.

Insomma, ti aspetta un bel lavoraccio ma io che sono una brava persona e che ho desiderio che tu cominci a toccare con mano la potenza di questa disciplina, oggi per la prima volta lo rendo disponibile al download completamente GRATIS.
Sì hai capito bene, GRATIS.
Non importa se io ci ho messo settimane a sfornare la prima bozza, non importa se l’ho modificata più volte per renderla uno strumento micidiale, non importa se mi è costata non solo tempo ma denaro per pagare il grafico che me l’ha impaginata.

Oggi la rendo disponibile GRATIS per te nella speranza che tu capisca quanto sia fondamentale questo tipo di approccio per emergere dalla condizione di fotografo-negoziante (anche solo nella mente del tuo target) e iniziare la scalata verso il riconoscimento della tua figura professionale.
“Condicio sine qua non” per uscire dalla guerra del prezzo e fondamento di tutto il corso METODO ALUFFI in partenza il 31 Ottobre.

Scaricala, prendi spunto e crea il tuo primo materiale di conversione di massa. Fallo prima che lo faccia il tuo competitor di fianco, perché ricorda che il primo che:
afferma
– spiega
– apre gli occhi ai clienti

In poche parole il PRIMO CHE SI POSIZIONA sul mercato è quello che raccoglie i frutti. Per gli altri esiste solo un ruolo da secondo.

Hope you help e ricordati:

Scarica–>Crea il tuo documento–>Consegna. Mi ringrazierai dopo.

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Chi è che scrive?


Sono un fotografo di famiglia da circa dieci anni, titolare di due studi fotografici in Piemonte. Attraverso il blog METODO ALUFFI condivido la mia esperienza sul campo aiutando i fotografi imprenditori a sviluppare il proprio sistema di marketing, specifico per chi si occupa di fotografia per bambini.

Mauro Aluffi

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