Fotografi

Il segreto di uno studio fotografico di successo? Semplice.

 Gennaio 19, 2020

By  Mauro Aluffi

Il vero motivo per il quale gli studi fotografici falliscono.

Quello dei bambini è un mondo fatato, magico, quasi incantato, e chiunque abbia deciso di intraprendere il mestiere di Fotografo per Neonati e Famiglie sa benissimo che il suo sarà un lavoro speciale.
Visto da fuori deve sembrare una gran figata perché non conto le volte che mi hanno detto "fai un lavoro bellissimo, lo sai?".
E in effetti è non è sbagliato, io amo il mio lavoro, amo i bambini e amo fotografarli al meglio che posso.

Tuttavia, ciò che i miei clienti non vedono è il lato oscuro di questa professione, ciò di cui devi preoccuparti non solo PRIMA di aprire la tua attività, ma per tutta la durata del tuo esercizio, ogni mese.

Sto parlando della bestia nera ammazza-profitti di ogni fotografo di bambini.

​I costi.

L'immagine qui sopra arriva da un sondaggio che ho fatto tra i miei follower fotografi, insieme alle altre domande che ho fatto loro per aiutarmi a sviluppare il mio calcolatore prezzi per fotografi, questa ha messo in evidenza ciò che in realtà tutti noi sappiamo.

Le spese sono tante.

E vabbè, thanks to the caz...non scrivo questo articolo per convincerti che le spese di un fotografo sono molte, immagino tu abbia questa consapevolezza, ciò che vorrei fare però è girare il dito nella piaga mostrandoti quante spese probabilmente non hai mai calcolato.
Non lo faccio perché mi piace scrivere articoli sensazionalistici, perché mi piace vedere tutto nero o perché voglio stroncare sul nascere la tua voglia di diventare fotografo di famiglia in modo da avere un concorrente in meno.

"Lo faccio perché a causa di una errata valutazione dei costi, gli studi fotografici falliscono"



I costi sono uno degli aspetti che più incidono nel bilancio di un fotografo di bambini perché vanno ad abbattere direttamente i tuoi ricavi, soprattutto per chi è nel regime forfettario e si vede calcolare la detrazione sui costi in maniera forfettaria e non proporzionale al loro ammontare. (Se vuoi approfondire leggi questo articolo).

Non ti preoccupare, so che non sei uno sprovveduto e immagino che quando hai deciso di aprire partita iva da fotografo tu abbia fatto qualche calcolo, magari facendoti aiutare dal commercialista che probabilmente ti ha anche dato il famoso foglio excel dove inserire costi/ricavi nel tentativo di accenderti una luce nel buio pesto della galleria destinata a chi ha deciso di diventare fotografo professionista.
Ne trovi a centinaia sul web e vanno anche bene per farti un'idea dei costi che andrai a sostenere anche se posso dirti per esperienza, che lì mancano sempre una marea di voci che sono peculiari del fotografo di famiglia.

Ciò che voglio fare in questo articolo tuttavia è darti una visione più ravvicinata su questo argomento, forte della mia esperienza sul campo e soprattutto del fatto che in questi anni ho comprato ogni genere di cosa, utile o meno.

Sarebbe interessante scrivere un articolo nel tentativo di dividere quali tra queste spese sono state necessarie e che quindi rifarei, e quali si sono rivelate uno spreco di denaro, prima o poi lo scriverò.

Per fare una analisi dei costi che abbia un senso dobbiamo però fare un netto distinguo tra le due tipologie di spese più frequenti, vale a dire quelle fisse e quelle variabili.

Spese fisse

Tutte quelle che devi pagare indipendentemente dal numero di servizi che fai in un anno, o in generale dalla quantità di lavoro che svolgi.
In pratica, che tu sia pieno di lavoro o che tu non abbia nulla da fare, queste non cambiano.

Spese variabili

Quelle sostieni esclusivamente quando effettui il tuo servizio fotografico.

Ad esempio per un matrimonialista potrebbe essere il trasporto, per il fotografo newborn il lavaggio delle coperte e cos' via.

Per quanto riguarda le spese variabili, è importante separare quelle specifiche per ogni tipologia di servizio erogato, in quanto ti permette di determinare con precisione il prezzo al quale vendere quel determinato servizio.
Questo ovviamente in accordo con altri aspetti fondamentali come il tuo obbiettivo annuo, la tua pressione fiscale e altri parametri univoci che rendono il calcolo strettamente personale.

Ciononostante, l'errore che commettono in tanti, è quello di considerare uguali (a livello di spese si intende) tutti i loro servizi fotografici, facendo così un "forfait" di spese che di fatto impedisce di calcolare i margini su quel determinato servizio.
Non voglio fartela lunga ma sappi che non sapere con esattezza il margine di ogni servizio fotografico che eroghi ti mette nei guai.

Quanto margini su ogni servizio?

Questa qui sopra è la situazione media in Italia secondo il mio sondaggio, come si vede pochi si preoccupano di dividere i costi per tipologia di sessione, molti meno usano questi dati per determinare un prezzo che davvero copra tutte le spese e ti lasci un margine dimensionato su quelli che sono i tuoi obbiettivi annui, le tue spese globali ecc.

"Ma Mauro, le spese sono necessarie"

Le attività non vanno avanti senza investimenti

E sono d'accordo. Una attività cresce in modo proporzionale al numero di investimenti che fa, e a quanto alimenta il motore propulsore che spinge in avanti il proprio BRAND (il marketing) ecc.

Esistono però tutta una serie di spese che non hanno questo effetto benefico sulla tua attività, spese che sono vestite del solo aspetto negativo (essere appunto una spesa), senza avere in sé l'aspetto benefico che un investimento deve avere, e cioè un ritorno economico futuro tangibile.

Se mi sono spiegato male ti faccio un paio di esempi.
Se acquisto dei "posing bean" (quei cuscini posizionatosi per fotografi newborn), oppure una backdrop, un cappellino, una fascetta o qualunque altro tipo di props, mi carico di una spesa. E fin qui ci siamo.

Questa spesa però non ha una leva economica, in pratica non è in grado di generarmi denaro in futuro.
Se al contrario acquisto un computer più performante, è verosimile che il mio lavoro venga svolto in maniera più veloce ed efficiente, che mi liberi quindi del tempo per fare altre cose e che, in definitiva, possa generare maggiori profitti.
Se questo esempio ti pare un po' borderline posso farti il classico esempio del corso di formazione marketing.
Se ad esempio pago una consulenza con un esperto che mi modifica il modello di business (quel genere di cambiamenti molto impattanti, ad esempio cambiare linea prodotti, prezzi o offerte), questa sarà in grado di generare profitti e nell'arco di poco tempo ripagare l'investimento e produrre un margine positivo. E questo per sempre.
In pratica esistono spese ATTIVE e spese PASSIVE, in relazione alla loro capacità di generare denaro in futuro. 
ATTENZIONE: Anche le spese "passive" sono necessarie in una certa misura, non puoi certo fare il tuo lavoro senza avere l'attrezzatura, i materiali, i campionari ecc.

Il fatto è che spesso il fotografo di bambini si carica di passivi e tralascia (o più facilmente non ha più cassa per poterseli permettere) gli attivi.
In pratica quelle spese "buone" e "sane" per la propria attività.

E questo perché?

Sapevo che me lo avresti chiesto, e ogni volta che tocco questo argomento qualcuno si inalbera ergendosi a paladino in difesa della "fotografia come forma di espressione ecc".

Il fatto è che il fotografo medio ha in testa una sola cosa: la qualità delle proprie fotografie.

E' convinto in pratica che il suo fatturato sarà proporzionale al livello artistico delle immagini che riesce a realizzare quando invece non c'è niente di più falso.
Questa convinzione mina alla base tantissimi studi fotografici perché se si è alimentati da una convinzione come questa, quello che si farà inevitabilmente è investire tutti i propri sforzi, energie e denaro, alla ricerca della fotografia perfetta.

E quindi ecco la corsa al workshop di tecnica, all'acquisto dell'ultimo (e più inutile) cappellino uscito, all'ultimo modello di casa Canon o Nikon, al fondale superfluo e così via.

RIPETO: in una certa misura questa cose sono necessarie, io stesso le ho TUTTE. Quello che voglio dirti è che:

DEVI ESSERE IN GRADO DI RICONOSCERE UN ATTIVO DA UN PASSIVO.

E di conseguenza essere in grado di bilanciare con intelligenza attivi e passivi, destreggiandosi tra la necessità di avere tutto quanto serve per offrire un servizio di alto livello, e la capacità di non cadere nel vortice del "Oddioooo che bello lo voglio lo voglio lo voglio!!!" come un ragazzino isterico davanti al negozio Apple.

Questo è il segreto di uno studio fotografico di successo, saper gestire finanziariamente la propria attività concentrandosi sulle spese "buone" e riducendo al minimo quelle "cattive".

Come al solito se hai commenti, critiche dubbi o domande commenta qui sotto, alla prossima!

Chi è che scrive?


Sono un fotografo di famiglia da circa dieci anni, titolare di due studi fotografici in Piemonte. Attraverso il blog METODO ALUFFI condivido la mia esperienza sul campo aiutando i fotografi imprenditori a sviluppare il proprio sistema di marketing, specifico per chi si occupa di fotografia per bambini.

Mauro Aluffi

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