Fotografi

La controversia

 Luglio 7, 2019

By  Mauro Aluffi

Uno dei sistemi maggiormente utilizzati NEL MONDO per generare PR (pubblic relation) è quello della controversia.

Trump ci ha vinto le elezioni in America e non è affatto una tecnica nuova. 
Nonostante questo miete ogni volta tantissime vittime, che ne sono inconsapevolmente partecipi.

E’ quello che sta succedendo nel gruppo Facebook Newborn Italia partita iva, dove tanti nostri colleghi (e forse tra questi ci sei anche tu) hanno espresso il proprio indignato parere sulle esternazioni di una nostra collega, inneggiando alla guerra santa e alla purificazione divina.

Prima di scrivere questa email ho letto tutto, con calma, e ne ho riconosciuto immediatamente lo schema.

Se a te è sfuggito, te lo spiego subito.

Creare controversia è fondamentale quando si vuole lanciare un sistema nuovo, un modello innovativo o un metodo differente di lavorare.
Non ha la minima importanza se questo metodo sia davvero innovativo, migliore, più efficace oppure no. Non ha nessunissima importanza. 

L’obbiettivo è stimolare il dibattito, perché il dibattito crea una sorta di magia:

Polarizzare il pubblico.

Polarizzare un pubblico significa dividerlo in due, creando due categorie di persone:

  • I sostenitori sfegatati
  • I detrattori

Non sto nemmeno a dirvi che chi diventa fan del sistema, del metodo o dell’approccio, ne diventa inevitabilmente cliente affezionato, fanatico aderente alla causa e indiscusso sostenitore nel tempo.

Proprio il genere di persone che tutti cerchiamo.

E’ normale, avviene perché ci si sente parte di una lotta giusta, oppositori di un sistema sbagliato che fotte le masse ma non loro, perché sono più intelligenti e scaltri.
E più la gente (i nostri colleghi) danno contro, più la loro verità si rafforza e si solidifica nella mente dei loro potenziali clienti.

In questo specifico caso tuttavia il lavoro è stato fatto male e a metà.

Un approccio di questo tipo infatti prevede una reazione agli attacchi tutt’altro che pacata. Non come stanno cercando di fare.
L’obbiettivo è alzare un polverone, non gettare acqua sul fuoco. Non deve finire a “tarallucci e vino” insomma, altrimenti butti tutto nel cesso, ti sei fatto dei nemici senza riceverne la ricompensa.

In ogni caso, ora che sai come funziona la scelta è tua. Se vuoi contribuire alla causa della collega vai subito sulla sua pagina e scrivi in maiuscolo che sono tutti dei bastardi senza gloria ☠☠, in caso contrario fatti un sorrisino e tieni il tuo contributo per te 😎

Alla prossima!

Chi è che scrive?


Sono un fotografo di famiglia da circa dieci anni, titolare di due studi fotografici in Piemonte. Attraverso il blog METODO ALUFFI condivido la mia esperienza sul campo aiutando i fotografi imprenditori a sviluppare il proprio sistema di marketing, specifico per chi si occupa di fotografia per bambini.

Mauro Aluffi

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