Basta foto brutte! Le fotografie non sono tutte belle.

a couple of months ago

Il mondo della fotografia Newborn è un mondo fatato, roseo e al profumo di latte detergente.

Un mondo strano per certi versi perché, come in tutte le comunità, imperversa l’invidia e la competizione, ma al tempo stesso aleggia una sorta di regola non scritta ma accettata da tutti: guardarsi bene dallo scrivere che una fotografia è brutta, mal pensata, mal realizzata e pessimamente scattata.

OK, contenstualizziamo.

Negli ultimi anni la domanda relativa ai servizi fotografici per neonati è aumentata a dismisura, Eureka!
Abbiamo tutti lavorato duramente per arrivare a questo risultato e oggi finalmente quando nasce un bambino una coppia di genitori si domanda “lo porto dal fotografo per un servizio newborn oppure no?“E’ un risultato incredibile se pensiamo che fino a pochi anni fa le foto ai neonati manco si facevano.

In un mercato libero quando aumenta la domanda aumenta di conseguenza l’offerta cosa che, ci ho messo un attimo a capirlo lo ammetto, è un vantaggio per tutti anche se non ne parlerò qui.

C’è un problema però, e cioè che il livello qualitativo delle fotografie, da tempo immemore, è difficilmente valutabile e verificabile. Persone differenti vedono cose differenti, anche e soprattutto a seconda del livello professionale in cui si trovano in quel momento.

Sarà capitato a tutti di fare un tuffo nel proprio hard disk di 3 anni fa e guardare le immagini. Uno scempio orribile visto oggi, ma assolutamente di livello se guardate il giorno della realizzazione.

E’ normale, fino ad un certo punto però.

Oggi si vedono lavori in giro che non hanno alcun motivo di esistere se non come ricordo amatoriale personale e che offendono il comune senso dell’estetica in termini strettamente professionali.

Foto BRUTTE con la B maiuscola, scoordinate, senza alcuna regola compositiva, senza alcun bilanciamento cromatico, con temperatura colore di venusiana fattura, pose disarmoniche e prive di alcun fondamento se non – appunto – quello di esistere in quanto ricordo di un momento bello. Ma foto così le concedo ad un genitore, non certo ad un professionista.

ALT! Non mi si venga a dire “eh ma da qualche parte si deve iniziare“, perché il problema è più grave di quanto si possa pensare e anzi non è solo uno, sono TRE.

1- E’ un problema per il fotografo che scatta le foto brutte

Ci si deve rassegnare. La crescita professionale di un fotografo passa per la continua e deprimente insoddisfazione. Non ci sono storie. I sensi di trionfo non hanno mai giovato a nessuno.
Scrivere “bellissima” “meravigliosa” “Bravo!” sotto ogni pessima foto pubblicata non fa che demolire il senso critico di cui un professionista dovrebbe nutrirsi ogni giorno.
Spegne la sua sete di ricerca e di miglioramento, mina alle fondamenta il suo percorso di crescita condannandolo alla mediocrità.
Soprattutto se parliamo di fotografia Newborn dove la perfezione (o presunta tale) passa attraverso una miriade di dettagli come la manina aperta e non chiusa, lo sfocato che va tutto dietro il punto di messa a fuoco e non viceversa, le forme che il neonato compone all’interno del fotogramma ecc.

Oggi per molti uno scatto newborn è semplicemente una foto dove un bimbo piccolo ha gli occhi chiusi.

Eh ciccio, non è così.

Ci sono già i clienti che appiattiscono il (già) compresso mondo della qualità fotografica, almeno noi fotografi professionisti facciamo un po’ di sana critica costruttiva e smettiamola di spargere like a seconda del grado di simpatia dell’autore della foto. Gli state facendo del male.

2- E’ un problema per i vostri clienti

Se non aiutiamo i nostri clienti a comprendere il nostro lavoro non si uscirà mai dalla guerra del prezzo.

Qual è la cosa che ci si dice spesso tra noi professionisti? “Eh ma i clienti non capiscono niente di fotografia”.

Bravo, hai ragione, vero. E perché dovrebbero? Aggiungo io.
Dove sono allora gli articoli che insegnano loro come riconoscere uno scatto ben fatto da una ciofecata pazzesca?
Dov’è il materiale che hai pensato, scritto e pubblicato in cui scomponi il tuo lavoro di ultra nicchia e lo rendi digeribile per i tuoi potenziali clienti così che scelgano TE e non il ragazzino che ha cominciato ieri e che fa cose orrende ad un quarto del tuo prezzo?

Quali strumenti hai preparato per aumentare il senso critico dei tuoi potenziali clienti?

Te lo dico io, NESSUNO. Anzi ti fai pure del male scrivendo “bravissimo” sotto fotografie indecenti che andrebbero cestinate, scavandoti la fossa da solo perché alimenti il senso di confusione dei tuoi potenziali clienti.
Con quale coraggio puoi pensare poi che scelgano te che costi il doppio o il triplo se gli hai mischiato le carte con il tuo contributo all’appiattimento qualitativo?

Se “per fare il simpatico ed andare d’accordo con tutti” spargi like e commenti positivi a tutti? Non ti rendi conto che stai crescendo un gigantesco problema all’interno del tuo business? Cerca di avere una visione a lungo termine della cosa.

Perché io già mi accorgo di questi effetti sentendo i pareri degli amici e conoscenti che oggi si trovano di fronte ad un’offerta decuplicata fino a solo qualche anno fa, e non sanno cosa scegliere.
Perché non ne hanno gli strumenti.

3- E’ un problema per tutta la categoria

Oggi ci sono migliaia di fotografi che si sono buttati sul newborn, pochi hanno speso migliaia di euro in formazione e si vede. Tutte queste persone devono crescere e io auguro loro di farlo, anzi noi le aiutiamo a farlo attraverso i corsi come Nework o Metodo Aluffi.
Ne abbiano bisogno tutti.

Ma il mondo newborn si sta pian piano sputtanando come già il mondo wedding dove ormai sopravvivono due categorie di professionisti: (ma va?)
– Le star super brave
– Chi sa fare marketing


Tutti gli altri sono alla canna del gas e non a caso si buttano nel mercato delle fotografie per neonati cercando (e trovando) un po’ di ossigeno.
Non ho nulla contro queste persone, ma vanno fatte crescere, per il bene di tutti.

Per quello mi incazzo come una bestia quando leggo cose come “ormai tutti fanno corsi” “vogliono solo monetizzare”
Ma grandissima testa di minchia, tu che arrivi oggi e riesci a vendere le tue foto mediocri grazie alla pappa pronta di un mercato costruito (non da te) negli anni passati, non capisci quanto sei fortunato adesso ad avere accesso a professionisti che mettono a disposizione le loro competenze per te e per la tua crescita professionale?
Ti lamenti che ci sono troppi corsi in giro e che lo fanno per soldi? Dovrebbero farti i corsi GRATIS perché tu metti i like sotto alle loro foto?
Ci stiamo danneggiando con le nostre mani, confondendo i nostri clienti grazie alla mancanza di materiale che spieghi loro cos’è davvero un servizio fotografico per neonati, quali caratteristiche dovrebbe avere, cosa si fa e cosa no, per quale motivo alcuni costano 1 e altri costano 10 e no, non vale scrivercelo a vicenda nei gruppi Facebook.
Altrimenti confondiamo i nostri clienti, e ci scaviamo la fossa da soli.

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Fabio Cammalleri

Ciao Mauro, condivido appieno quello che dici, ma da un punto di vista diverso: quello del novellino che parte dal basso. La differenza tra me e gli altri beginners é l’umiltà. Non accetterei mai di fare un servizio (anche solo 18esimo compleanno).. neanche per 300€ rispetto ai 1000€ di diversi professionisti. Perché sono una persona che ammette i propri limiti, li accetta e vuole superarli. Ho un corpo di “buon livello” (28mpx – 51200iso), già 5 lenti, di cui due con apertura f1.8, molto occhio per composizione e “luce”. Ho 29 anni e odio quei miei coetanei o anche ragazzi più piccoli di me che pretendono con ADDIRITTURA corpi entry-level, un solo 18-55 standard… ed un occhio penoso per la distanza minima a cui con un determinato obiettivo si deve scattare, fare servizi A PAGAMENTO….con la presunzione che uno scatto é bello, solo perché il soggetto é bello ed é stato scattato con la reflex. Siamo alla frutta. Il problema però non sono loro, ma le persone che li vantano, li pubblicizzano e li consigliano solo perché hanno risparmiato e hanno fatto risparmiare….. Ah… E non sai che in giro ci sono addirittura FENOMENI che stanno facendo servizi con i telefonini…

Mauro Aluffi

Ciao Fabio, guarda hai perfettamente ragione ed è interessante questa doppia visione di chi è all’inizio, e di chi come me è invece già professionista.
Osannare foto oggettivamente brutte (e non parlo di soggettività ma proprio di foto sbagliate) non è utile a nessuno.
Come ho scritto il senso critico per chi fa il nostro mestiere, sebbene comprenda che sia difficilmente misurabile, è però importantissimo per la crescita artistica.

Altrimenti siamo i primi a confondere i nostri clienti.

Grazie per il tuo commento 🙂

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